Ravello, città della musica e del corallo

La bizantina Ravello, alta sopra Amalfi, per una sera ti lascia guardare l’Oriente, poi, di nuovo italiana, si chiude con le sue fontane fredda sul suo monte — Theodor W. Adorno

Pensate ad un personaggio celebre. Di sicuro è stato a Ravello. I più grandi nomi della letteratura, della musica, del cinema, personaggi dell’economia, della finanza e della politica, fino ai divi o meno divi della televisione, tutti hanno una loro foto ricordo a Ravello. Il paese è un classico porto di mare per il turismo d’élite, anche se in realtà il borgo non è in riva al mare, ma piuttosto lo domina: è infatti posto su una rupe a 315 metri d’altezza con vista direttamente su Maiori e Minori. A sua volta Ravello è dominata alle spalle dai Monti di Scala, ottimi per le passeggiate e il trekking. La spiaggia di Ravello si trova nella frazione di Castiglione: è una delle più grandi spiagge della Costiera Amalfitana, lunga un centinaio di metri e larga quasi una trentina.

Ravello nei tempi antichi era un rifugio per gli abitanti della costa in fuga dalle scorrerie dei pirati e dei nemici. Già prima dell’Anno 1000 gli abitanti erano famosi produttori e tessitori di lana, con importanti scambi con Bisanzio. Nel IX secolo la cittadina è il fiore all’occhiello della Repubblica Marinara di Amalfi e nel XII secolo arriva all’apice della sua fortuna con una popolazione di oltre 25 mila abitanti. Ma nello stesso periodo inizia il declino: viene saccheggiata e distrutta dai Pisani. Ci sono voluti diversi secoli prima che Ravello si riprendesse dal disastro, ma dalla fine del 1800 è sulla bocca di tutti. Ravello è sinonimo di Costiera Amalfitana, ma soprattutto di località molto raffinata e glamour.

Il paesaggio naturale circostante è di una bellezza unica e primordiale, ma è nelle strette vie del paese, nelle piazzette, tra i tavolini dei bar che Ravello offre il meglio di sé. Tra piazza Duomo e viale Richard Wagner, oppure in via Castiglione, via dell’Annunziata o via Trinità, ci sono locali e pub, ristoranti e pizzerie, negozietti d’antiquariato, boutique e gastronomie. Quelle stesse piazze, nelle sere d’estate, si trasformano in palchi per gruppi jazz, folk, rock e di musica classica.

Ma Ravello non è aperta solo d’estate. Lo testimonia lo scrittore statunitense Gore Vidal che alla domanda sul luogo più bello che avesse mai visto ha risposto: “Il panorama dal belvedere di Villa Cimbrone, in un luminoso giorno d’inverno”. Nel periodo natalizio e di Capodanno la cittadina è famosa per le bancarelle dei mercatini e per le discoteche all’aperto dove scaldarsi ballando.

Ravello, la città della musica

Il soprannome di Città della Musica è legato soprattutto al Ravello Festival, uno degli appuntamenti culturali e mondani più importanti della Costiera Amalfitana. Ogni anno, musicofili e musicisti si ritrovano in questo angolo di Paradiso per celebrare il rito dei concerti all’aperto. Il Belvedere di Villa Rufolo, con i suoi 800 posti a sedere, è il cuore del Festival, ma anche altre ville e giardini, in ambienti più raccolti e suggestivi, diventano palcoscenici per la musica colta.

L’idea del Festival musicale nasce intorno agli Anni Trenta, ma era dal 1880 che il destino di Ravello come Città della Musica era segnato. In quegli anni infatti, Richard Wagner soggiornò in paese e nei giardini di Villa Rufolo dove vide materializzata la sua idea del giardino di Klingsor del Parsifal. Il Ravello Festival quindi nasce sotto il patrocinio del grande compositore tedesco ed infatti a lui sono dedicati tanti appuntamenti musicali nell’ambito dei Concerti Wagneriani. Ma il Festival non è solo Wagner. Nel tempo è diventato un evento top nel panorama artistico mondiale. Nei luoghi che ospitano gli eventi, Villa Rufolo, i giardini degli hotel Caruso, Palumbo e Giordano, sulle terrazze di villa Cimbrone e di villa Eva, nello spazio dell’auditorium Oscar Niemeyer, si sono esibite orchestre sinfoniche guidate da illustri direttori, eccezionali solisti, celebri compositori, danzatori e coreografi, attori e registi di fama mondiale. Ravello Festival è diventato così un appuntamento multidisciplinare e multiculturale, ma anche assolutamente mondano.

Paese, passeggiate, monumenti & ville

Appena giunti a Ravello la prima cosa da fare è una passeggiata per la cittadina. La luce naturale riflessa sulle case, le strette stradine del centro storico e i panorami che si aprono all’improvviso non hanno eguali: prova ne sono gli schizzi dei paesaggi di Ravello del pittore inglese William Turner esposti alla Tate Gallery di Londra. La seconda cosa da fare a Ravello è aderire incondizionatamente alla vita notturna e mondana che raggiunge il suo apice tra giugno e ottobre. I bar, i locali, i ristoranti di Ravello sono luoghi di piacere, dove divertirsi, chiacchierare, guardare e farsi guardare. Lo shopping a Ravello è un must tra antiquari e boutique di moda mare.
Ma Ravello è anche natura e paesaggi. La cittadina a 300 metri d’altezza è circondata da boschi e montagne. Presso la Proloco in via Roma 18 sono disponibili depliant con itinerari per passeggiate e trekking sulle pendici dei Monti di Scala. Molti itinerari naturalistici partono direttamente dalla Piazza del Municipio: attraverso strette vie acciottolate si arriva nei boschi e verso panorami mozzafiato. Da non perdere è la passeggiata che, attraverso scalinate, antichi ruderi medioevali, agrumeti e limoneti, conduce fino al mare.

La cittadina sulla Costiera Amalfitana ha un patrimonio storico e culturale di pregio. Il Duomo di Ravello è del 1086, ha una porta bronzea realizzata a Costantinopoli ed è dedicato a San Pantaleone di cui sono conservate delle reliquie (il sangue in un’ampolla). All’interno del Duomo si trova il Museo del Duomo, con oggetti romani, sarcofagi e sculture. Altri luoghi sacri da visitare sono la Chiesa di San Giovanni del Toro dell’Anno 1000 che presenta archi lavorati a mosaico, la Chiesa di Santa Maria a Gradillo dell’XI sec. (un antico luogo di assemblee pubbliche) e la Chiesa dell’Annunziata, oggi utilizzata anche per congressi del Cuebc, Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, che ha sede a Villa Rufolo. Quest’ultima è uno dei gioielli di Ravello insieme a Villa Cimbrone.

Villa Rufolo è un edificio storico del XII secolo, ampiamente ristrutturato a metà dell’Ottocento ed è famoso per i terrazzamenti e i chiostri a strapiombo sulla Costiera Amalfitana. All’interno della villa sono conservate opere d’arte, suppellettili e arredi d’epoca di inestimabile valore. La struttura dell’edificio, così armonica e decorativa, le ha valso il nomignolo di piccola Alhambra.
Villa Cimbrone è l’altra meraviglia di Ravello. E’ stata ristrutturata all’inizio del 1900 e oggi è un albergo con un magnifico giardino aperto al pubblico. Sui viali si trovano elementi architettonici gotici e neoclassici immersi in specie botaniche pregiate e colorate. Il viale che conduce alla Terrazza dell’Infinito è un luogo incantevole dove passeggiare nel caldo dell’estate e molto suggestivo nei pomeriggi d’inverno.
Da non perdere a Ravello il Museo del Corallo in Piazza Duomo realizzato nel 1986 da Giorgio Filocamo erede di pescatori e artigiani del prezioso materiale d’origine animale. E’ un luogo nascosto dove sono conservate oltre 600 opere d’arte di straordinaria fattura.

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