La carta di Amalfi, Charta Bambagina

La Carta di Amalfi ha una storia che viene da lontano. Lungo i grandi fiumi della Cina la carta venne inventata nel II secolo a.C. Le carovane che nei secoli successivi percorsero le vie verso occidente, attraverso la Persia fino alle coste mediterranee della Palestina, fecero conoscere al mondo questo sostituto del papiro. La strada non fu breve però, ci vollero mille anni prima che approdasse sulle coste italiche, in Sicilia, dove gli Amalfitani erano presenti nei porti con la flotta commerciale della Repubblica Marinara.

Gli Amalfitani fiutarono il business, si impadronirono delle tecniche di produzione grazie ai buoni rapporti con il mondo arabo e divennero i primi produttori europei di carta. Federico II di Svevia, re di Sicilia, nel 1231 proibì con decreto agli Amalfitani di scrivere documenti ufficiali su carta perché la vecchia pergamena si conservava meglio. Ma la strada era ormai tracciata e le cartiere di Amalfi fabbricavano ormai un ottimo prodotto a prezzo decisamente più basso rispetto all’antica pergamena. Era il cotone la materia prima con cui gli Amalfitani producevano la carta, la charta bambagina o bombicina, cioè realizzata con stracci di cotone. Nel Medioevo ad Amalfi c’era una piazza dedicata al commercio del tessuto, la Platea Bambacariorum.

La diffusione della carta in quel periodo si deve soprattutto al massiccio uso che ne facevano le Curie vescovili e gli studi dei notai. In più, il Concilio di Trento del 1545 impose a tutte le parrocchie di trascrivere gli atti di nascita, morte e dei diversi sacramenti, contribuendo così alla diffusione del nuovo ‘media’. Nello stesso periodo la Carta di Amalfi, che da tempo aveva ormai perso il titolo di Repubblica Marinara, conquistandosi quello di Repubblica della Carta, divenne famosa tra molti autori, sia italiani che stranieri, che pubblicavano i loro testi nelle stamperie di Napoli su carta amalfitana.

Il declino di Amalfi, diventata terra di conquista di nuove flotte padrone dei mari, maremoti e pestilenze, ma soprattutto un territorio che impediva di realizzare impianti di maggiori dimensioni che potessero concorrere con i nuovi centri sorti in Italia, ad esempio a Fabriano, ed in Europa, segnò la fine del predominio di Amalfi nella fabbricazione della carta.

Ma la tenacia dimostrata nei secoli da quella popolazione, il suo attaccamento alla vita e a quella terra, lo spirito commerciale che da sempre la pervadeva – e che ha fatto rinascere la cittadina di Amalfi fino a trasformarla nel capoluogo della mitica e meravigliosa Costiera Amalfitana – ha fatto sì che anche nella produzione della carta non fosse scritta la parola ‘fine’.

Oggi ad Amalfi sono attive due cartiere di prestigio, che realizzano un prodotto utilizzato per edizioni librarie molto speciali e per documenti ufficiali, in particolare per le partecipazioni di nozze e biglietti da visita. La Cartiera Amatruda è un posto magico, ancora sita in un edificio del XV secolo nell’antica Valle dei Mulini sul fiume Canneto.

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