Intervista a Massimo Capodanno, Fotoreporter di Positano

1. Siamo curiosi di sapere come si vive in un luogo meraviglioso come la Costiera Amalfitana. Ci racconti chi sei, che lavoro fai, com’è la vita a Positano e dintorni?

Sono un fotorepoter, ho lavorato all’Agenzia Ansa dal 1973 al 2007. In giovane età mi piaceva dipingere e scolpire: la passione per la vita e l’espressione fissate in un attimo preciso, come in un quadro o in una scultura, mi ha inevitabilmente portato ad amare la fotografia. Ho lavorato a Milano come fotografo d’arte riprendendo i vernissage degli artisti, a Londra nello sudio di Jeff Vickers assistendo fotografi come Mark Hammilton e Duncan Willet, a Roma con la Rai e il Messaggero con servizi fotografici di spettacolo, politica, attualità. Nel ‘73 all’Ansa ho scoperto la cronaca ‘nera’, la crudezza degli avvenimenti colti sul fatto. Nel 2007 mi sono trasferito a Positano. Oggi, con la mia macchina fotografica amo raccontare la città, i suoi abitanti, la vita quotidiana della città verticale, che dal mare sale sui monti, con i suoi avvenimenti culturali, ludici, religiosi e politici. Positano è una città viva, ricca di persone che sanno vivere con entusiasmo, proprio come nella fotografia, i singoli momenti e istanti, ma come parte di un grande divenire.

2. Cosa fai quando non lavori? Come si divertono i giovani quando escono con gli amici? E gli anziani, hanno spazi di svago?

Lavoro sempre, anche perché per me è puro divertimento. Non sto mai fermo, esco sempre con la mia Nikon, fedele compagna di tante avventure. I giovani a Positano riescono a divertirsi grazie alle tante manifestazioni organizzate dall’associazione giovani Officina, con lo sport come il calcio con la San Vito Positano, andando a ballare, ritrovandosi nei loro luoghi di ritrovo, come tutti i giovani di questo mondo. E così gli anziani, che si ritrovano sul muretto della Chiesa Nuova a chiacchierare tra di loro sulle vicende del paese o giocando a bocce alla Cascata o a carte nei bar della Marina Grande.

3. Facciamo un gioco. Chiudi gli occhi. Pensa per un istante a Positano e rispondi senza riflettere: quale immagine ti passa per la mente? Quali colori? Quali suoni? Quali odori?

Non è difficile come gioco perché prima di ogni scatto il mio cuore e il mio cervello hanno dato forma, colore e odore all’immagine che vado a fissare. In questo istante, chiudendo gli occhi, non posso non pensare al colore del mare quando in solitudine o in compagnia vado a pescare. Al profumo del basilico e dei limoni che mi arrivano dal mio giardino ogni mattina quando apro la finestra. Ma soprattutto il bellissimo rumore del silenzio in cui è avvolta casa mia, il silenzio che scende dalla montagna e si incontra con il silenzio che sale dal mare.

4. Se per cause di forza maggiore un giorno fossi costretto ad abbandonare la tua terra, il tuo paese, di cosa sentiresti maggiormente la mancanza e perché?

Mi mancherebbero quei colori, quei suoni e quegli odori. Mi mancherebbe il mare, sempre uguale a se stesso, ma diverso ogni giorno dell’anno. Un mare capace di infondermi pace quando è calmo e piatto come una tavola, ma anche entusiasmo, voglia di vivere e di essere parte del mondo quando è in tempesta, quando con forza si scaglia contro le rocce e vuole dimostrare a tutti di essere lui il padrone che decide il destino delle cose e degli uomini.

5. La Costiera Amalfitana è una delle località turistiche più ricercate durante la stagione estiva. Siamo curiosi però di sapere, parafrasando Loredana Bertè, com’è la Costiera d’inverno? Come si vive in Costiera durante la stagione invernale?

Immaginando Loredana in pelliccia … nel mese di settembre nascono molti figli. Direi che è molto significativo. In ogni caso fino all’Epifania ci sono tante manifestazioni per intrattenere i nostri compaesani, gli ospiti e i turisti che amano il mare d’inverno. Positano, lo ripeto, è una città viva, ricca di eventi culturali e ludici e la stagione fredda, se così possiamo definirla, non è un periodo di vuoto cosmico dove tutto si ferma e regna la tristezza o la rassegnazione. Qui sappiamo come riempire le giornate dei nostri giovani e degli anziani. Siamo una piccola comunità che si prende cura di se stessa.

6. Se fossi un viaggiatore che cosa NON dovresti perderti, fuori dai classici tour turistici, della Costiera Amalfitana?

Una passeggiata sul Sentiero degli Dei. Purtroppo sono pochi, in proporzione agli arrivi, i turisti che si cimentano in questa piccola ma incredibile avventura. Il Sentiero degli Dei si chiama così perché non doveva essere molto diverso il paesaggio che dall’Olimpo ammiravano gli Dei greci. Il sentiero è il luogo migliore per ammirare la Divina Costiera e i paesi e i villaggi che la puntellano dal mare.

7. La Costiera è famosa per i suoi prodotti artigianali. Secondo te quali di questi sono i più rappresentativi della tua terra?

Le ceramiche, il limoncello e i sandali fatti a mano. Positano in particolare è da sempre una delle località più artigianali, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento e gli accessori per le signore. Ma il bello e la particolarità della Costiera è che a distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro ogni paese e cittadina è famosa per un suo specifico prodotto, per la lavorazione di un materiale o di un frutto della terra. Insomma i sandali come li facciamo qui non li fanno da nessun’altra parte, ma anche le ceramiche di Vietri sono uniche, così come i monili in corallo sono speciali a Ravello.

8. Quando decidi di mangiare fuori casa, hai un ristorante preferito? Come si chiama? Quali sono le prelibatezze che ordini di solito? Con quale vino le accompagni?

Si mangia bene ovunque  in Costiera. I ristoranti che amo frequentare sono La Buca di Bacco sulla spiaggia grande dove il mio piatto preferito è il pesce spada alla griglia con patate fritte, paccheri allo scorfano e come dolce la splendida. L’altro ristorante che frequento è il Mediterraneo, a Fornillo,  dove ordino sempre spaghetti e vongole o scialatielli ai frutti di mare e come dolce la torta di fragole o la delizia al limone.

9. Riesci a pensare a un’opera, ad una frase ‘celebre’, oppure un libro, una canzone o un film, che possa catturare la vera anima della Divina Costiera? Ci dici perché?

Lo scritore statunitense John Steinbeck, osservando le ragazze di Positano lavorare il tombolo scrisse: “Le dita agili delle bimbe che lavorano con centinaia di rocchetti fanno venire le vertigini, ma esse alzano la testa tranquille, e ridono e chiacchierano come se non avessero la minima consapevolezza delle loro magiche dita. Alcuni lavori sono di incredibile bellezza. Ho visto una tovaglia, una tela di ragno intricata come un pensiero. Cinquanta ragazze ci avevano lavorato per un anno”. Questa è Positano, voglia e gioia di vivere, ma anche lavoro e passione per le cose che si fanno tutti i giorni.

10. Di che cosa si occupa il blog/ sito che gestisci? E come mai hai deciso di ritagliarti anche tu un piccolo spazio nel web?

E’ sempre stato più forte di me: non riesco a stare con le mani in mano. Anche adesso che sono in pensione il pensiero di fermarmi mi uccide. Ho sempre amato esprimermi fotografando, mostrare le mie foto, creare qualcosa. Ho imparato in Agenzia a riprendere sempre il vero e nel rispetto del prossimo, a trovare la notizia nei piccoli come nei grandi fatti della vita. A Positano ho scoperto l’amore per il mare, le barche, la pesca, i pescatori, persone e personaggi che vivono una vita vera, difficile, ma appassionate. Ecco i motivi e le ragioni della strampalata idea di fare un Blog un po’ diverso dagli altri. Desidero raccontare con le mie amiche e compagne di lavoro, Nikon e Leica, quello che colpisce la mia curiosità e fantasia e cerco di dare corpo a tutto quello che ho imparato nella mia vita affettiva e professionale. Non amo infrangere le regole, cerco sempre di raccontare il vero, di cogliere l’espressione e l’attimo che descrivono il fatto, che danno corpo alla notizia. E che poi raccolgo il tutto sul mio Blog.

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